GIULIANO CASTOLDI




















SOCIETA
PERIODO
PRESENZE
RETI
Atalanta 1966-1967 0
0
Solbiatese 1967-1968 3
0
 Atalanta 1968-1970 18
0
Ascoli 1970-1980 212  2
Civitanovese 1980-1984 107  3

Cresce calcisticamente nell'Atalanta, che lo manda in prestito alla Solbiatese nella stagione 1967-1968, per farlo riapprodare a Bergamo l'anno seguente.
Con i neroazzurri esordisce in Serie A e vi resta anche a seguito della retrocessione tra i cadetti. Non trovando molto spazio, nell'ottobre del 1970 passa all'Ascoli in Serie C.
Con i marchigiani milita per 10 stagioni, in cui colleziona 212 presenze ed ottiene una promozione dalla Serie C alla Serie B (1971-1972 e due dalla B alla A (1973-1974 e 1977-1978) disputando quattro annate nel massimo campionato.
Conclude la carriera con la Civitanovese, formazione con cui in 4 anni ottiene due promozioni e due retrocessioni dalla Serie C1 alla Serie C2 e viceversa.
In carriera ha collezionato complessivamente 85 presenze in Serie A e 101 presenze in Serie B.
Castoldi è stato fra i protagonisti di uno degli episodi più curiosi del calcio italiano: durante l'incontro Ascoli-Bologna del 12 gennaio 1975, a pochi minuti dalla fine, sul 3 a 1 per il Bologna, un raccattapalle, Gino Citeroni, rimanda in campo attraverso la rete un pallone calciato in rete da Giuseppe Savoldi. Castoldi calcia la palla sul fondo, e l'arbitro Barbaresco assegna il calcio d'angolo anziché il gol[1].
Alla fine della carriera agonistica rimane nel mondo del calcio ricoprendo l'incarico di allenatore delle giovanili dell'Ascoli[2].
Nel 2011 assume il ruolo di vice-allenatore dell'Ascoli collaborando col il tecnico Fabrizio Castori.