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( 1 Maggio 2009 ) - Quando si è single e si parte per una vacanza,spesso esiste un obiettivo in più oltre al divertimento e al riposo: fare sesso
Quando si è single e si parte per una vacanza,spesso esiste un obiettivo in più oltre al divertimento e al riposo: fare sesso Il 5% di chi fa un viaggio in Europa dichiara di aver avuto rapporti sessuali casuali nel periodo della vacanza Cifre più basse della realtà vista la difficoltà di essere sinceri su questionari di questo genere.In più della metà dei casi,però, il rapporto è avvenuto in maniera non protetta con evidenti rischi di trasmissione di malattie gravi come Hiv, sifilide, epatite B e gonorrea. Durante i viaggi all’estero si tende ad aumentare la promiscuità e la casualità dei rapporti sessuali.I viaggiatori dovrebbero avere una esatta percezione che il rischio di contrarre queste malattie è elevato soprattutto nei Paesi poveri e in caso di rapporti sessuali con partner casuali o prostitute. Da un’indagine della European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (Escmid) il ritratto stilato della tipica “persona a rischio” parla di adulti, viaggiatori non sposati o comunque privi di compagno stabile Il consiglio dell’Escmid è il solito: non avere rapporti sessuali casuali, fare sesso in modo sicuro attraverso l’uso del profilattico. Evitare alcool e droghe che abbassano la percezione e la reattività della persona ed espongono maggiormente a comportamenti non sicuri. Spesso è consigliabile anche una vaccinazione contro l’epatite B.
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