ROSA
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Presenze
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Campionato Interregionale - Seconda Categoria 1957-1958 Il
campionato di Seconda Categoria fu ciò che rimase della vecchia IV
Serie nell'ambito di una lotta di potere fra le varie componenti della
FIGC, aggravata dal caos in cui versavano gli organismi dirigenziali
federali. Punto di partenza fu il dibattito intorno all'eliminazione
dello scalone introdotto dal Lodo Barassi fra la IV Serie e la Serie C:
se dapprima si impose la visione del Presidente della Lega IV Serie,
Dante Berretti, che aveva proposto lo sdoppiamento del torneo di sua
competenza in una Prima e, appunto, in una Seconda Categoria, tanto che
il campionato venne attivato, la situazione venne completamente
ribaltata da un successivo colpo di mano del Consiglio Federale che,
poco prima dell'inizio della stagione sportiva, impose un
controprogetto del Presidente della FIGC, Ottorino Barassi, volto a
ricreare la vecchia IV Serie sdoppiando di contro la Serie C in due
gironi. Assecondando gli intenti di Barassi e del futuro presidente
della Lega Nazionale, Giuseppe Pasquale, i quali vollero che i club
destinati ad entrare in Serie C fossero scelti su criteri
prioritariamente economici ed infrastrutturali,anche per le società di
Seconda Categoria fu lasciata aperta la possibilità di accedere alla
nuova terza serie, mantenendo un formale omaggio al defunto regolamento
teorico della manifestazione e ad una parvenza di merito sportivo,
impegnandosi a scegliere le eventuali elette fra le società che
avrebbero avuto diritto a partecipare alla Prima Categoria se questa si
fosse disputata nel 1958-1959, cioè le vincitrici dei gironi di Seconda
Categoria.
Il campionato si svolse dunque in un clima surreale,
non conoscendo neppure il regolamento vigente, né quali squadre
sarebbero state promosse, né quali retrocesse, dato che l'intento
federale di proporre sei gironi per la nuova annata era apertamente
contestato dalla Lega.[5] Fu proprio la Lega a forzare la mano,
decidendo di organizzare gli spareggi senza la previa autorizzazione
federale,e alla FIGC non rimase che adeguarsi ratificando un nuovo
Campionato Interregionale ad otto gironi da 18 squadre, cioè la
classica IV Serie: fu rimandata quindi al 1959 lo smagrimento degli
otto gironi a 16 squadre, e al 1960 il varo del formato definitivo di
sei gironi da 18 squadre.[8] La Federazione non si fece inoltre mancare
un colpo di scena postumo, allargando ad agosto la C con quattro nuove
squadre, ed annullando così gli spareggi fra le sestultime della
Seconda Categoria.
Regolamento
Promozione in Prima Categoria delle vincitrici dei gironi. Retrocessione nel Campionato Dilettanti delle ultime quattro classificate di ciascun girone.
Stagionale (intenzioni federali ventilate ma mai deliberate)
Promozione in Serie C di qualche squadra prima classificata ad
insindacabile giudizio della Lega Nazionale basato in primo luogo su
criteri finanziari ed infrastrutturali.
Scelta di una decina di squadre per girone per la successiva edizione
della IV Serie, operando ad insindacabile giudizio della Lega di IV
Serie.
Definitivo (regolamento deliberato dopo la fine del campionato)
Promozione in Serie C di una squadra prima classificata ad
insindacabile giudizio della Lega Nazionale basato in primo luogo su
criteri finanziari ed infrastrutturali.
Spareggi per la permanenza nella categoria fra le undicesime
classificate (regola poi posteriormente abrogata). Retrocessione nel Campionato Dilettanti delle ultime cinque classificate di ciascun girone.
Girone G
Verdetti
- Casarano, Lanciano, Potenza e Matera, che in seguito fallisce, retrocesse nel Campionato Dilettanti 1958-1959.
- Torremaggiore e Andria ripescate.
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